Informativa sulla privacy

La presente informativa è resa ai sensi dell'art. 13 del Regolamento UE n.2016/279 (GDPR)  sul trattamento dei dati personali degli utenti che consultano e interagiscono con il sito web dell’A.N.S.M.E.S, e i relativi servizi (es. navigazione informativa nelle pagine del sito, richieste di informazioni tramite mail o da altri recapiti forniti, compilazioni di moduli, richieste di accesso ad aree riservate, ecc.). Si prega di prendere visione dell’informativa e accettarne le condizioni.

 visualizza la privacy Approvo

Paralimpiadi di Tokyo, storica tripletta nei 100 metri

Primo Piano
//
images/C524D54B-381B-4878-9E22-EC8AA1D39DEB.jpeg

L'Italia ha trionfato nei 100 metri piani alle Paralimpiadi di Tokyo 2020. Oro per Ambra Sabatini, come Marcell Jacobs che aveva trionfato a sorpresa ai Giochi olimpici. Ma le Azzurre riescono a fare ancora di più in quella che è una spedizione trionfale per lo sport paralimpico, con una storica tripletta.

Nella finale categoria T63 (atleti che competono con protesi a un arto) sul gradino più alto del podio Ambra Sabatini, 19enne originaria di Livorno e residente a Porto Ercole (Grosseto), che con 14''11 ha realizzato il record del mondo. Argento a Martina Caironi, 31enne originaria di Alzano Lombardo (Bergamo) e residente a Bologna (14''46) e bronzo a Monica Graziana Contrafatto, 40enne originaria di Gela (Caltanissetta) e residente a Roma (14''73).

«Sognavamo il podio a tre. Vincere è bellissimo. Però il podio a tre...era proprio quello che sognavamo". Queste le parole di Ambra Sabatini. «Cinque anni fa avevamo detto che aspettavamo la terza», ha aggiunto Martina Caironi, riferendosi proprio alla Sabatini. A Rio 2016, infatti, Caironi si era aggiudicata l'oro nei 100 metri e Monica Graziana Contrafatto il bronzo. «Siamo state forti. La prova finale - ha aggiunto Caironi - è stata la pioggia, non potete capire».

«Dedico la medaglia all'Afghanistan. Io voglio dedicare la mia medaglia a quell'altro Paese che mi ha tolto qualcosa ma in realtà mi ha dato tanto che è l'Afghanistan». Sono state le parole di Monica Graziana Contrafatto che il 24 marzo del 2012, Contrafatto durante la sua seconda missione in Afghanistan è stata vittima di un attentato terroristico. In un attacco alla base italiana nel distretto del Gulistan, le schegge di tre bombe da mortaio lanciate all'interno, hanno ferito anche il primo caporal maggiore del I Reggimento bersaglieri provocandone l'amputazione della gamba destra.

«Noi l'abbiamo sognato questo risultato, queste splendide ragazze ce l'hanno regalato. E' la più bella istantanea con cui potevamo chiudere una paralimpiade meravigliosa. Questa sera abbiamo fatto la storia, ma la storia di questa sera non è che l'atto finale della storia compiuta in tutti i giorni passati», ha affermato Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paralimpico.