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Canottaggio: la scomparsa dell'azzurro Filippo Mondelli

Primo Piano
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Lo sport italiano è in lutto. Addio Filippo, campione del canottaggio. Nella sua vita è sempre stato un guerriero. Filippo Mondelli è stato un ragazzo che ha lottato, gioito e goduto della vittoria più bella, il titolo mondiale sul quattro di coppia conquistato il 15 settembre 2018 a Plovdiv al termine di una gara perfetta. Uno spettacolo straordinario. Un risultato che doveva essere il preludio di altri traguardi sportivi ancora più importanti. E quindi il 31 agosto 2019 è ancora Filippo, con il suo quattro di coppia, a qualificare la barca per le Olimpiadi e vincere la medaglia di bronzo.

Tutto perfetto, tutto andava secondo programmi, ma poi - era il 13 gennaio 2020 e ancora non si percepiva la crisi pandemica - il “Pippo nazionale” doveva fermarsi per osteosarcoma alla gamba sinistra. Una malattia che pareva si potesse risolvere e permettergli di tornare con i suoi compagni di barca, con la sua nazionale olimpica, e con il piglio giusto è iniziato il suo percorso verso l’agognato recupero.

Ma oggi ad un anno, tre mesi e sedici giorni dalla scoperta della grave malattia arriva la notizia che mai nella vita avremmo voluto dare: Pippo, atleta della Lario, della Motrasio e delle Fiamme Gialle, non ce l’ha fatta e si è spento nella sua Moltrasio. Filippo aveva solo 26 anni.

Pippo è stato uno che si è fatto da solo, che ha lottato per tutti gli straordinari traguardi che ha raggiunto sia nel canottaggio, lo sport che lo ha reso grande agli occhi del modo, sia nella vita dove per tutti è sempre stato il “gigante buono”, la persona più leale e vera che si potesse incontrare.

Dopo aver staccato il pass per i Giochi di Tokyo, Filippo Mondelli ha cominciato la preparazione per le Olimpiadi giapponesi e Pippo era tra i più forti. Giorno dopo giorno si è dedicato completamente al canottaggio e al suo sogno olimpico. Poi ad un tratto arriva quel maledetto 13 gennaio 2020: il “Pippo nazionale” ha dovuto fermarsi.

Campione, guerriero e ragazzo d’oro. Anche nella malattia le sue qualità sono emerse tanto da far sperare più volte che presto sarebbe tornato in barca con i suoi compagni.

 ggi, dopo un anno, tre mesi e sedici giorni dalla scoperta della grave malattia, Pippo non ce l’ha fatta.

Zio Filip, così lo chiamavano gli amici, ha lasciato un segno che resterà per sempre indelebile nei cuori di tutti quelli che gli hanno voluto bene e lo ricorderanno come il gigante buono capace di essere campione, un guerriero e un ragazzo d’oro.