La “Partita con mamma e papà”, è iniziativa pilota consolidata negli anni negli Istituti penitenziari italiani, realizzata da Bambinisenzasbarre, in collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e il riconoscimento dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Politiche della famiglia. Iniziativa che trasforma temporaneamente gli istituti penitenziari in luoghi di incontro tra genitori detenuti e figli con l’obiettivo concreto di tutelare la continuità affettiva dei minori — una questione che ha ricadute immediate su diritti, reinserimento e contrasto allo stigma sociale. Il progetto porta nelle sale e nei cortili degli istituti una partita che è soprattutto un’occasione di normalità per famiglie spesso private di routine e contatti quotidiani.
La “Partita con mamma e papà” consente ai figli e ai genitori detenuti di vivere un’esperienza dal forte valore simbolico e affettivo, con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema delle pari opportunità e dell’inclusione sociale dei minori, contrastando stigma e pregiudizi nei confronti dei figli di persone recluse. L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di attenzione e sostegno alla genitorialità negli istituti penitenziari.
“La Partita con mamma e papà” – ci dice Michele D’Alascio Presidente del Comitato provinciale A.N.S.Me.S. che ha collaborato nell’organizzazione dell’evento – “offre ai bambini l’opportunità di vivere momenti di normalità con il proprio genitore detenuto, contribuendo a mantenere un legame affettivo durante la reclusione con il risultato di un più ampio lavoro di attenzione e sostegno alla genitorialità messo in campo negli Istituti penitenziari italiani. Questi bambini vivono in silenzio il loro segreto del genitore recluso per non essere stigmatizzati ed esclusi.”
A Pisa l’iniziativa si è volta, presso la Casa Circondariale “Don Bosco”, sabato 13 Giugno 2026, con inizio alle ore 10,00, in collaborazione con il Comitato provinciale A.N.S.Me.S., impegnato ormai da tempo con iniziative in favore della popolazione detenuta femminile e maschile.
L‘evento è iniziato con i saluti istituzionali della Direttrice del carcere Dr.ssa Alice Lazzarotto. Per l’Istituto carcerario, presenti, inoltre: il Cappellano Padre Oliviero Cattani, la Dr.ssa Valentina Calamari Funzionario Area Pedagogica, il vice coordinatore di Reparo Federica Crocco.
A seguire l’arrivo di quattro pony di San Rossore accompagnati dal personale specializzato. Gli obiettivi del progetto, che mirano essenzialmente all’educazione ambientale equestre, al rispetto della natura e degli animali sono stati realizzati attraverso l’nterazione dei bambini con i pony, considerati catalizzatori emozionali per eccellenza. I bambini, entusiasti di questa sorpresa, hanno dapprima imparato a pulire i pony e, successivamente, a cavalcarli sotto l’esperta guida del personale di San Rossore. Un divertimento inconsueto e inaspettato che ha interessato ed entusiasmato moltissimo tutti i bambini.
Eppoi una breve partita di “calcetto”: da una parte i genitori-detenuti, dall’altra i loro figli: il risultato non conta perché hanno vinto tutti ma per la cronaca il risultato finale è stato 3 a 2 in favore dei genitori grazie…. alle prodezze di una mamma ex calciatrice…..
E per concludere tutti al buffet: un ringraziamento d’obbligo ma sentito al Comitato regionale ANSMeS per averlo approntato.
Così la Direttrice Dr.ssa Alice Lazzarotto al termine dell’evento:“La Direzione dell’Istituto ha fortemente voluto questa iniziativa per offrire ai genitori ristretti e alle loro famiglie un momento autentico di condivisione, libero dagli schemi e dai limiti del colloquio ordinario. Per una mattinata, gli spazi del carcere si sono trasformati in un luogo di incontro simile a un parco o a un campetto di quartiere, dove mamme e papà hanno potuto semplicemente essere genitori: correre con i propri figli, giocare insieme, fare merenda, abbracciarli, accompagnarli con regole, attenzioni e dolcezza.
Le risate dei bambini e la spontaneità dei rapporti hanno reso evidente il valore educativo e affettivo dell’iniziativa. Colpisce in particolare il fatto che, per la prima volta, alcuni bambini abbiano espresso il desiderio di tornare in carcere a trovare il proprio genitore: un segnale che il tempo trascorso insieme è stato vissuto come un’esperienza positiva, costruttiva e significativa.
Desidero rivolgere un sincero ringraziamento alla Camera Penale per aver favorito il contatto con l’Associazione Equitiamo di San Rossore, il cui contributo ha arricchito ulteriormente il significato della giornata; a Michele D’Alascio, che con il suo consueto entusiasmo e la sua partecipazione ha arbitrato la simbolica partita, rivelatasi sorprendentemente combattuta; e, soprattutto, al personale di Polizia Penitenziaria e dell’Area Educativa che, con professionalità e convinta collaborazione, ha sostenuto la realizzazione dell’evento contribuendo in modo determinante alla sua piena riuscita”.
PISA: UN EVENTO CHE UNISCE LE FAMIGLIE DEI DETENUTI AL “DON BOSCO”
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