Cortina, dove il merito sportivo incontra la storia

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Ci sono luoghi che custodiscono emozioni e giornate destinate a trasformarsi in ricordi collettivi. Sabato 11 luglio, a Cortina d’Ampezzo, queste due dimensioni si sono incontrate dando vita a un evento che resterà impresso nella storia dell’ANSMES. Nella suggestiva “Conchiglia” di piazza Angelo Dibona, lo stesso palcoscenico che pochi mesi fa ha celebrato i campioni dei Giochi olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, l’ANSMES ha scritto una nuova pagina della propria storia con il primo Gran galà delle Stelle al merito del Veneto. Un luogo simbolico, carico di valori e di memoria, scelto non a caso, ma perché rappresenta l’essenza stessa dello sport: il sacrificio, il talento, la passione e il riconoscimento del merito.

L’intuizione del presidente regionale del Veneto, Fiorenzo Zanella, e del presidente del Comitato provinciale Belluno Dolomiti, Giorgio Triches, si è trasformata in una manifestazione capace di riunire dirigenti, atleti, autorità e cittadini in un’unica, grande comunità sportiva.

La presenza, tra l’altro,  del sindaco di Cortina Gianluca Lorenzi, dell’assessore regionale allo Sport e al sociale Paola Roma, del presidente nazionale ANSMES Francesco Conforti, del presidente del CONI Veneto Dino Ponchio, del presidente del CIP Veneto David Giorgi, ha confermato il prestigio di una manifestazione che ha saputo andare oltre la semplice cerimonia, trasformandosi in una vera festa dei valori dello sport.

Particolarmente significativo il momento dedicato ai presidenti dei sette Comitati provinciali del Veneto, tutti presenti, al fondatore dell’ANSMES in regione, Pino Berton, e ai soci del Comitato provinciale Belluno Dolomiti, ai quali Giorgio Triches ha consegnato targhe e tessere associative, suggellando con entusiasmo l’inizio di un nuovo percorso fatto di partecipazione e appartenenza.
Poi, il momento che ha emozionato tutti. Quando Francesco Conforti e Fiorenzo Zanella hanno consegnato i premi speciali ANSMES a Ivo Ferriani, membro onorario del Comitato olimpico internazionale, presidente della Federazione italiana bob e skeleton e insignito del Collare dell’Ordine olimpico, e a Gianfranco Bardelle, storico presidente del CONI Veneto e dirigente che ha dedicato una vita allo sport, il tempo è sembrato fermarsi.

L’abbraccio del pubblico, gli applausi sinceri, la commozione di Bardelle, circondato dall’affetto della famiglia, hanno ricordato a tutti che il vero patrimonio dello sport non è fatto soltanto di medaglie o di record, ma soprattutto di persone. Persone che, spesso lontano dai riflettori, hanno costruito con passione, competenza e spirito di servizio il movimento sportivo italiano.
Entrambi i premiati, nel ringraziare l’ANSMES, hanno sottolineato quanto sia preziosa l’opera dell’Associazione nel custodire la memoria dello sport italiano e nel valorizzare coloro che, con il loro impegno, ne hanno scritto le pagine più belle.
Intorno a loro, centinaia di soci provenienti da tutte le province venete, cittadini e turisti hanno condiviso un’atmosfera autentica, resa ancora più suggestiva dalla magnificenza delle Dolomiti, patrimonio dell’umanità e cornice naturale di una giornata speciale.
La scelta di Cortina assume così un significato che va oltre l’aspetto organizzativo. Essere presenti nella città olimpica significa riaffermare il legame profondo tra l’ANSMES e i valori universali dello sport, quelli che uniscono le generazioni, superano ogni confine e rendono il merito un patrimonio da custodire.
L’ultima immagine della giornata è quella destinata a rimanere nel tempo: tutti insieme davanti ai simboli dei Giochi olimpici e Paralimpici, con le Dolomiti a fare da sfondo. Non una semplice fotografia, ma il ritratto di una grande famiglia che continua a crescere, a riconoscere il valore delle persone e a guardare al futuro senza dimenticare la propria storia.
Perché l’ANSMES non celebra soltanto il merito, come è avvenuto anche a Bari, durante la cerimonia dei 40 anni di attività.. Lo custodisce. Lo racconta. Lo consegna alle generazioni che verranno. E Cortina, per un giorno, è diventata il luogo ideale dove questo patrimonio ha trovato la sua espressione più autentica.